iceCampania dei Festival
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comunicato stampa ArtGarage
In collaborazione con
Borderline Danza e
Città della Scienza -NA
Museo Scientifico Interattivo
presentano
”il Caos del Cinque”
Regia
Emma Cianchi
Videocreazioni
Gilles Dubroca
Coreografie
Emma Cianchi
e di Michela Ricciardi – Antonello Tudisco
Danzano
Sonia Di Gennaro - Michela Ricciardi - Antonello Tudisco - Marco Delle foglie - Gabriel Beddois
Musiche e Suono
Dario Casillo – Raffaele Lopez
Realizzazzione animazione grafica in 3D
MDUE srl
Supporte creative video producer
Alessandra Franco
Scene e Allestimenti
Emma Cianchi – Marilu Fatigati
Costumi
Ines Torino
Consulenza scientifica
Luigi Sauro
5 è il numero che rappresenta il cosmo
5 è il numero dei pianeti visibili ad occhio nudo
5 è il quinto numero della serie di Fibonacci
5 è il numero minimo di ripetizioni di un quadrato all’interno del rettangolo aureo per ottenere una curva detta spirale aurea.
La spirale aurea è ricorrente in natura
La si ritrova nell’accrescimento biologico di alcune specie animali,
nel fiore di girasole nella doppia elica del DNA così come nella spirale delle galassie.
5 sono i sensi
5 le dita di una mano
5 i righi di un pentagramma
“Il caos del cinque” è un progetto di ricerca che tende a mettere in relazione la matematica e di come essa sia presente in natura, e il rapporto che c’è tra i concetti di tempo e spazio con il corpo del danzatore.
Il mondo della matematica è fatto di astrazioni collegate a simboli che servono per scoprire, distinguere e registrare strutture, modelli e relazioni valide universalmente.
Questo mondo, attraverso le esperienze delle cose, i sensi e il movimento, sarà affrontato nei suoi schemi e nelle sue relazioni fondamentali.
Tali concetti saranno alla base di un lavoro dove, i segni del linguaggio corporeo, saranno i componenti, di una creazione linguistica più articolata ma volutamente semplice e diretta nella sua essenzialità.
La creazione sarà, quindi il risultato di una continua contaminazione tra forme visive, sonore e dinamiche, basate sulle regole della percezione dei nostri sensi, creando un “ibrido” tra principi matematici, installazione e composizione coreografica.
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