L’IDONEITA’ MEDICA NELLA PRATICA DELL’ATTIVITA’ SUBACQUEA SPORTIVA
Laura Vernotico_
Sappiamo tutti quanto sia importante essere in buona forma fisica quando si è subacquei. Approfondiamo adesso questo argomento addentrandoci nel complesso mondo dell’idoneità medica in chi pratica l’attività subacquea.
L’attività subacquea viene svolta in Italia sia come attività ludico ricreativa, sia come attività professionale (in ambito portuale, in ambiente pressurizzato ad aria, all’interno di Corpi Specializzati come ad esempio i Sommozzatori dei Vigili del Fuoco – VV.F., carabinieri, esercito).
Il rischio in immersione è simile indipendentemente dall’attività svolta in acqua, eccetto forse il maggior controllo e tutela per i subacquei industriali, ciò nonostante esistono protocolli diversi per il rilascio dell’idoneità all’attività subacquea.
Partiamo da un po’ di storia…..In Europa la subacquea moderna (intesa come lo è oggi) nasce tra la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’50, sulla scia dei pescatori dei mari del sud del mondo e dei brevetti industriali. In seguito ai perfezionamenti apportati alla apparecchiature tecniche e all’utilizzo in ambito militare di apparecchi a circuito chiuso, l’industria immette sul mercato apparecchi per la respirazione autonoma a circuito aperto che usano aria compressa e che prevedono quindi una più semplice utilizzazione. Comincia così la storia dello sport subacqueo.
Soffermiamoci adesso sulla subacquea intesa come sport e attività ludico ricreativa.
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