Novembre 2006 - Anno I

Numero 10

NEWS

Aut.ne Tribunale di Napoli N° 70 del 26/10/'05 – Direttore responsabile: Giuseppe Del Rossi - www.ulixes.it - info@ulixes.it

Pozzuoli e il crimine quotidiano

Libera nos a malo

di Nicola Magliulo


Quando i giovani e le loro vite finiscono sempre più spesso nella cronaca nera per incidenti, violenze e altro, allora ci si deve interrogare su quanto guasta sia la nostra convivenza.
Raccontano le cronache che a Monterusciello un gruppo di balordi prende sistematicamente di mira studenti del liceo Majorana, in particolare vigliaccamente ragazze isolate, per farsi consegnare cellulari, orologi etc. Pochi giorni prima presso il Liceo classico di Toiano era stata lanciata una bottiglia incendiaria pare come reazione a operazioni di polizia nel quartiere. Poi la lite di via Solfatara con l’uccisione di due ragazzi. Tutto questo si aggiunge a gruppi di ragazzi che si sfidano da tempo nelle strade flegree: è il loro primitivo modo di sentirsi forti e divertirsi.

Nei commenti sull’ultima più grave tragedia, quella dell’accoltellamento di Daniele e Loris, si legge di tutto: antichi pregiudizi che riemergono (è la ragazza che ha istigato l’attuale fidanzatino contro l’ex fidanzato); politici e persone comuni che, negando la realtà, provano a espellere il male sostenendo che viene da fuori, che non appartiene al contesto flegreo; c’è la disperazione del giovane assassino che vuole morire; il maestro di strada che dice: a Napoli siamo oltre ogni soglia di tollerabilità e non si reagisce adeguatamente, il Vescovo che ammonisce sull’educazione dei giovani che ci è sfuggita di mano.

Qualcosa non c’è in questi commenti, che invece mi pare utile sottolineare: da quando le donne vogliono decidere liberamente come vestirsi, con chi stare o chi lasciare, la violenza maschile, omicida e non, diviene l’estrema reazione al non riuscire a imporre e ottenere sottomissione, ad accettare di essere detronizzati; o il modo per regolare la contesa con il rivale per la proprietà della dama, a volte minacciata da un semplice sguardo.

Le prede dell’amore ci fanno forti e ammirati, il possesso di persone o merci diviene sempre più la principale posta in gioco su cui edifichiamo la nostra potenza sociale, ci giochiamo prestigio e ammirazione.
Nei bei tempi andati una fetta di padri, mariti (accanto, va detto, a tanti altri amorevoli) avevano le loro amanti più o meno ipocritamente nascoste, o alzavano le mani lasciando che i panni sporchi, le percosse e il sangue, restassero chiusi tra le quattro mura (oggi nelle comunità islamiche si ritrovano alcuni di quelli che sono stati i nostri comportamenti fino all’altro ieri). E, dalle nostre parti, è ancora radicata, perfino tra alcune donne, l’idea che siano le figlie di Eva con i loro comportamenti e abbigliamenti a provocare gli stupri.  Ora, non c’è dubbio che la crisi e le trasformazioni dei tradizionali rapporti di coppia si accompagni a fenomeni evolutivi ma anche degenerativi: in alcuni casi, ragazze e ragazzi si trovano a gestire precocemente la delicata complessità dei meccanismi relazionali e lo fanno in modo immaturo: un po’ per una fisiologica incertezza dovuta all’età, un po’ per la confusa maleducazione sentimentale del nostro tempo (divulgata da scadenti programmi televisivi), capita che oscillino o giochino in mondo più o meno superficiale con più partner.
Ma non c’è alcuna proporzione tra l’essere consapevoli di questo e l’interpretazione volgare e tradizionale della ragazza come responsabile di delitti come quello accaduto a Pozzuoli; né si deve oscurare la necessità di affrontare il dato nudo e crudo che la stragrande maggioranza degli atti di stupro, di violenza omicida e non, è compiuta dai maschi sulle donne, spesso in famiglia, o dopo una separazione.

Le tragedie non nascono linearmente da cause determinate ma irrompono capovolgendo catastroficamente le esistenze: 

 

MENÚ DI NAVIGAZIONE


UlixesNews © è una testata giornalistica online edita dall'associazione culturale Ulixes.it
Per essere avvisati alla sua uscita inviare una mail a
news@ulixes.it con scritto: "desidero essere avvisato".

In questo numero:

nell’episodio di via Solfatara il ragazzo che ha inferto le coltellate viene descritto come buono e sereno, un liceale bravo a scuola; però pare esibisse un coltello che portava con sé…

Ciò che va rafforzato sono gli argini, il confine tra ciò che di tremendo ci passa per la mente, magari in un istante di accecamento, e la sua realizzazione fuori di noi. Ciascuno di noi, nel traffico cittadino o in una lite privata, nell’esasperazione di relazioni logore, può perdere la testa e sorprendersi amaramente a scoprire in sé sentimenti e gesti che non credeva gli potessero appartenere.

Ma proprio per questo, da tempo mi sforzo di porgere l’altra guancia nell’ingorgo quotidiano, e siccome non mi va di abbassare gli occhi di fronte ai prepotenti, li volto da un’altra parte; così come mi sorprende di incontrare ancora il piacere della gentilezza paziente: cedere il passo, non suonare il clacson, non tagliare la strada etc.

Se ciascuno di noi patisce più o meno quanto di negativo dimora nel cuore e nei comportamenti umani, a maggior ragione dovremmo aver cura che le persone più fragili e in primo luogo i ragazzi non facciano il loro ingresso nella vita senza conoscere e tenere a bada quel demone che è l’ira, il lato notturno delle passioni e dei desideri, ancor più senza imparare a controllare il gorgo della rivalità, l’umiliazione delle ferite narcisistiche.

Conoscersi, lottare contro di sé, disarmare quanto di livido e maniacale dorme nel fondo di ciascuno, non lasciare che l’odio ci avveleni, il risentimento ci irrigidisca, sciogliersi in pianto, perdonare…solo raramente nella stanca e declassata ritualità scolastica filtra ancora qualcosa della cultura che tocca il cuore e forma… la gelosia è naturale e accompagna ogni amore intenso ma come un’ombra ottusa e corrosiva; per questo la si deve elaborare anche attraverso la cultura, incontrandola ad esempio nel Julien Sorel di Rosso e nero, o nel Proust di Dalla parte di Swann; così come le ossessioni che possono prendere il sopravvento nelle relazioni sentimentali devono essere smontate, magari con l’aiuto dell’ironia intelligente del Troisi di Scusate il ritardo…

Il recupero inizia con la punizione!

Mentre stavamo per pubblicare i nostri servizi, giunge la notizia che anche Loris, il secondo ragazzo è morto. Ci preme aggiungere solo due righe.

Siamo risolutamente contro la pena come vendetta e contro la pena di morte, ma proprio per questo siamo indignati dalla decisione del Tribunale di mettere in comunità il ragazzo colpevole del duplice assassinio. Decisione che può avere un solo effetto: incrementare la sfiducia nella giustizia, spingere la gente verso la richiesta di vendetta e della pena di morte.

Essere per il recupero non significa cancellare la punizione, la severità e la certezza della pena. Un duplice assassinio è un fatto grave, anche a sedici anni, anche se si devono proseguire gli studi, anche se ci si è pentiti. Il recupero non esclude anzi inizia con una punizione adeguata al male fatto.

Perfino ai bambini, per molto molto meno, quando tirano fuori comportamenti da limare, prima li si punisce e poi si fa pace e si riprende a incoraggiarli!

vai a pagina 2.

stampa